03/08/2026

Si è tenuta martedì 28 luglio, presso la Casa del Mare, la conferenza dal titolo "Il Rimorchiatore, questo sconosciuto", organizzata dalla Lega Navale Italiana – Sezione di Santa Margherita Ligure. L'incontro si inserisce all'interno della prestigiosa mostra temporanea (aperta dal 19 luglio al 1° agosto) intitolata "Agostino Straulino. Marinaio, ufficiale, sportivo", che in precedenza, il 24 luglio, aveva ospitato con grande successo anche l'incontro "La plastica che è in noi. Anche gli esseri umani sono plastigomerati?".
Ad aprire la serata è stato il Presidente Achille Tonani, che ha presentato le attività della Lega Navale e le iniziative volte a diffondere la cultura e i valori del mare.
Protagonista della conferenza sul rimorchiatore è stato il Capitano Superiore Direttore di Macchine Luigi Borneto, che ha saputo tenere viva l’attenzione del pubblico accorso numeroso per ben due ore senza sosta, accompagnando la narrazione con interessanti ed efficaci filmati e immagini esplicative.
Nato in casa nel quartiere Fontanella di Camogli nel 1957, diplomato all’Istituto Nautico di Camogli, Borneto ha maturato una precedente carriera sulle navi passeggeri per la Società Italiana di Navigazione e alla Rolls-Royce, prima di approdare alla Soc. Rimorchiatori del Porto di Ravenna. Qui, al ruolo di Cap. Sup. di Direttore di Macchine a bordo, ha affiancato quello di Responsabile di Servizio Tecnico, Nuove Costruzioni e Trasferimenti (seguendo i cantieri anche in Germania). Insignito della Medaglia d'oro di Lunga Navigazione Marina Mercantile, oggi è in pensione e svolge l'attività di docente presso centri di formazione marittima a Ravenna.
Con grande capacità comunicativa ed empatia, Borneto ha trascinato il pubblico in argomenti tecnici complessi, illustrando il ruolo cruciale dei rimorchiatori all'interno dei porti.
Il servizio di rimorchiatore si inserisce in un sistema coordinato in cui tre realtà lavorano fianco a fianco per far funzionare il porto nel migliore dei modi: il rimorchiatore, il pilota del porto e gli ormeggiatori.
Il loro compito principale è far entrare, uscire e movimentare in sicurezza le navi all'interno dei bacini di evoluzione, affrontando le diverse conformazioni e difficoltà dei vari scali marittimi. Questa attività in concessione richiede mezzi dotati di caratteristiche specifiche e pronti a intervenire anche per la sicurezza portuale e della rada:
·Cannoni antincendio, pompe di elevata potenza per miscelare acqua e schiumogeni, e sistemi di esaurimento per prevenire l'affondamento delle imbarcazioni.
Cavi in acciaio adibiti al traino (fondamentali anche per allontanare una nave in fiamme dal porto) e gestiti tramite verricelli con sistemi di rilascio rapido (quick release), testati sistematicamente ogni settimana per garantire la massima sicurezza dell'equipaggio.
La storia del rimorchiatore ha radici profonde: dalle barcacce a remi si è passati ai rimorchiatori a vapore, dai copertoni di protezione allo scafo sostituiti dal bottazzo, fino all'evoluzione dei ganci di traino e dei sistemi di propulsione.
Oggi il timone classico è stato in gran parte soppiantato dal joystick e da tecnologie avanzate come l'elica intubata azimutale (che permette alle eliche di girare a 360° offrendo spinta in ogni direzione) e il sistema Voith Schneider. E il futuro è già qui: sono infatti in fase di studio e test i rimorchiatori senza equipaggio (Remote controlled vessels with Voith Schneider Technology), comandati direttamente a distanza dall'ufficio.
Durante la serata, il Capitano ha evidenziato come l'utilizzo dei rimorchiatori sia fondamentale: rinunciarvi per contenere i costi può portare a conseguenze gravissime, come ricordato dal celebre caso del blocco del Canale di Suez. Numerosi filmati hanno mostrato questi piccoli ma potentissimi mezzi all'opera a poppa e a prua di navi cargo e persino della nave scuola Amerigo Vespucci, senza tracciare un quadro realistico anche dei rischi e della pericolosità di manovre complesse.
Il Capitano Borneto ha infine salutato il pubblico con un tocco di nostalgia e simpatia, ricordando i tradizionali segnali manuali dei marittimi rispetto all'odierno ma meno poetico uso del VHF.
La serata si è conclusa con un ricco rinfresco, durante il quale il pubblico ha potuto continuare a dialogare con il relatore e soddisfare ogni curiosità.










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