23/04/2026 - Lo Sport

Nella cornice di Portovenere si è svolta tra il 17 e il 19 aprile, la quinta edizione della Regata della Grande Boa – Trofeo com.te Belloni.
Nonostante la presenza della solita alta pressione che ha fatto temere l’assenza di vento, anche quest’anno si è ripetuta la magia della flotta di vele lanciata verso l’orizzonte blu cobalto - alla ricerca della boa fantasma - che sfila attraverso le bocche di San Pietro, con alle spalle i colori metallici di un’alba incendiata dal sole sorgente da sopra la catena delle apuane. Una quinta maestosa, addolcita dai colori pastello delle case di Porto Venere, testimoni della processione silente delle vele sotto le mura. E anche quest’anno, per la terza volta di fila, gli equipaggi hanno raggiunto e doppiato la boa del CNR - ancorata in mezzo al mar ligure, là dove iniziava la fuga del nostrano ottobre rosso, il sommergibile rubato dal comandante Belloni proprio nell’ottobre del 1914 - che si è nuovamente concessa all’emozione della scoperta dei regatanti, impegnati a scorgerla nella scia di sole di un dolce tramonto mediterraneo.
La quinta edizione della regata celebra il record di partecipazione, a testimonianza del gradimento che riscuotono la formula e i contenuti di questa manifestazione, ormai consolidatasi tra le più importanti regate del Golfo dei Poeti: 36 iscritti di cui 33 sulla linea di partenza suddivisi tra le categorie ORC (Club, International e Crociera) e ORC light, il nuovo raggruppamento sorto sulle ceneri di Rating FIV concepito per avvicinare all’avvincente mondo delle regate anche gli armatori più refrattari a requisiti troppo esigenti.
Regina della flotta il Tarantella della MM, storico legno Sparkman & Stephens protagonista dei tempi eroici della vela e ritratto nel Trofeo nell’incrocio ideale col sommergibile in emersione, a simboleggiare l’attaccamento ai valori marinareschi, venuto a celebrare con un anno di ritardo (causa il protrarsi dei lavori in cantiere che ne impedirono la presenze nell’edizione 2025) il cinquantennale dalla vittoria in una mitica Giraglia, quella del 1975, al comando del figlio del comandante Belloni.

Nutrito come sempre il calendario di attività organizzate a margine della regata, iniziate con la conferenza sulla sicurezza in mare presso la sala Mantero del Comune di Porto Venere, con la partecipazione di Nicola Sacchi - responsabile del corso World Sailing - Offshore Special Regulation della sezione di Milano della Lega Navale Italiana -, e Massimiliano Lucchini della ditta Sitemar, produttrice di sistemi antincendio terrestri e marittimi nonché sponsor principale della regata. Ditta Sitemar che ha pure effettuato, a seguire, una spettacolare e coinvolgente prova di spegnimento fuoco sulla spiaggetta del porto, coi velisti della regata trasformati in operatori antincendio davanti agli sguardi curiosi dei turisti stranieri, già numerosi tra i carrugi di Porto Venere.
La serata di venerdì ha visto svolgersi il consueto e ricco apericena per gli equipaggi lungo il molo, quest’anno impreziosito da una galleria di pannelli esplicativi sulle attività di Boa Odas a cura dei rappresentanti del CNR, Roberto Bozzano e Sara Pensieri, e dall’accompagnamento musicale del duo Giozzu e Camilla Minunni, nipote della compianta Ornella nazionale, sulle note della tradizione cantautorale italiana e francese a suggello della cifra raffinata e un pò d’antan della regata.

Per quanto riguarda le condizioni meteo, le iniziali preoccupazioni del comitato di regata (capitanato come negli ultimi tre anni da Attilio Cozzani di Acquadimare, col prezioso supporto del circolo Erix che ha messo a disposizione la barca comitato e della Sezione Velica della Marina Militare coi gommoni posa Boa), alimentate dai consueti dispacci forniti da Arpal - nuovo ente patrocinante, rappresentato a Porto Venere da Francesca Giannoni e Stefano Maggiolo - che prefiguravano la possibile impraticabilità della rotta per la mancanza di vento, sono state alla fine fugate dalla presenza di condizioni alterne che dopo l’iniziale sbuffo da NE, ideale per la partenza in andatura portante dalle bocche, ha visto affermarsi una leggera aria da Ovest arrivata a 5-7 nodi, così rendendo la regata molto tecnica, per l’importanza di sfruttare ogni refolo, e tattica come dimostrato dall’arrivo in boa nelle prime posizioni delle poche barche che hanno saputo fiutare la rotazione a ovest dell’aria.
Altra caratteristica della regata sin dalla prima edizione: l’accoglienza degli equipaggi in rientro a Porto Venere durante la notte - quest’anno rinforzata con piatti caldi e buon vino – a bordo di Stravinsky, antico legno pieno di fascino, mogano e ottoni.
Dal punto di vista sportivo, si affermano JECO (J-112E di Carlo Gabbiani del circolo Erix), AQUARANTA (A40 del centro velico Orza), VC5 (GS40 della sezione di Milano della Lega Navale), rispettivamente nei tre raggruppamenti della classe ORC (ORC A, ORC B e ORC Crociera) e SIRILAXI (X412 di Oreste Benigni), PHOLLYA DI IFRIT (X-362 Sport di Gianni Nerini) nelle due categorie della classe ORC Light, fatti partire a distanza di 5 minuti l’uno dall’altro come prescritto dal regolamento e anche per la speciale e distintiva caratteristica della regata: la partenza con passaggio nello stretto canale che divide Porto Venere dalla Palmaria. Speciale riconoscimento a Ojalà, IOR One ton R.O.R.C. - secondo nella classe ORC categoria A – quale barca più antica.
Imbattuto anche in questa edizione il Line of Honour, stabilito nell’edizione del 2023 da Mauro Pelaschier al timone di WB8, di Gianclaudio Bassetti.
Partecipata cerimonia di premiazione sulla bellissima terrazza “solarium” del molo Dondero, impreziosita da una bellissima giornata di sole e dalla presenza delle autorità civile e militari, col vicesindaco (ed ex incursore di marina) Emilio Di Pelino e il CC Giovanni Torraco in rappresentanza del COMSUBIN, venuti a testimoniare l’importanza ancora attuale dell’opera del pioniere della subacquea a cui è intestato il trofeo che proprio nelle acque di Porto Venere e Palmaria concepii e realizzò importantissimi dispositivi rivelatisi utilissimi per il salvataggio in mare.
Trofeo com.te Belloni assegnato a AQUARANTA in qualità di vincitore della classe col maggior numero di partecipanti arrivati a Porto Venere, come da specifica delle istruzioni di regata.
Durante la cerimonia di premiazione, rinnovato – infine - il tradizionale riconoscimento all’equipaggio autore della migliore fotografia scattata alla boa Odas al momento del doppiaggio – azione peraltro richiesta dalle stesse istruzioni quale prova da inviare insieme al cartografico al comitato di regata, viste le condizioni che non assicuravano il rientro al traguardo di Porto Venere, poi avvenuto per tutti regolarmente – con un delizioso acquarello su legno di Davide Besana, inventore della rotta anch’egli presente alla cerimonia, andato in premio all’equipaggio di Second Life.
Grande soddisfazione dei rappresentanti dei due circoli organizzatori, le sezioni di Lerici e Milano della Lega Navale Italiana, per la costante crescita dell’evento anche grazie all’impegno dei giovani volontari dell’associazione e alla competenza nel fissarne e riprodurne il racconti per immagini dei professionisti fotografi e operatori video di Obiettivo Spezia e FlyCiak.
Passione per la vela d’altura, contenuti della regata, riscontro nel numero delle iscrizioni, aumento degli enti patrocinatori: tutto concorre ad immaginare che il simbolico giro di boa delle prime 5 edizioni non sia che un mattone nella crescita di una bella manifestazione. Altri seguiranno.











.png)

.png)





.jpeg)





.svg.png)
.jpeg)


.png)
.png)