SALERNO


Kalabria Coast to Coast
23/04/2026 - La Vita di Associazione

Nove escursionisti, zaini in spalla e lo spirito giusto per affrontare un viaggio vero: così il gruppo LNI Trek Salerno, il gruppo trekking della nostra Sezione di Salerno, accompagnato dal socio direttore di escursione Dino Cutrupi, ha preso parte al suggestivo Kalabria Coast to Coast, il cammino che attraversa la Calabria da un mare all’altro. 
La partenza da Salerno in treno ha già il sapore dell’avventura. Durante il viaggio si alternano sorrisi, racconti, aspettative e quella curiosità che precede ogni cammino importante. Giunti a Lamezia Terme, però, un previsto sciopero regionale ci costringe a rivedere i piani: senza perdere entusiasmo optiamo per il proseguimento in autobus. 
Nel pomeriggio il gruppo è finalmente al completo: arriviamo a Soverato, dove ritiriamo le credenziali del cammino al Bar Kiss Kiss. Poco dopo ci attendono presso la sede della Lega Navale di Soverato, la più antica della Calabria, gli amici di Soverato in Cammino, Domenico Rotella e Liliana Fontanella.
 
 
 
         

Con grande disponibilità ci accompagnano alla scoperta della città: il lungomare, i vicoli, la parte antica e i racconti di una Soverato autentica, fatta di memoria marinara, tradizioni e identità. Il modo migliore per iniziare questo attraversamento.

24 aprile – Prima tappa: Soverato / San Vito sullo Ionio (21 km)

 
Il mattino seguente si parte davvero. Lasciamo il mare alle spalle e iniziamo a salire verso l’interno, tra stradine rurali, uliveti e panorami che si aprono sempre di più sul Golfo di Squillace. 
 
 
 

Lungo la strada verso Petrizzi incontriamo Pietro, uomo del posto e custode spontaneo della memoria del paese. È lui a raccontarci la storia del celebre Pioppo. Non un albero qualunque. Nel 1807 Giuseppe Bonaparte fece piantare in ogni paese, nella piazza principale, un albero simbolo di libertà. Il pioppo originario non esiste più, ma da oltre due secoli a Petrizzi tutti continuano a darsi appuntamento “Sutta ‘u Chiuppu”, sotto il pioppo: cuore pulsante della comunità. Proseguiamo il cammino affascinati dai paesaggi: colline che si tuffano nel mare, terrazzamenti, case sparse e un’ospitalità sincera che rende ogni incontro speciale. Dall’alto godiamo una vista spettacolare sul Golfo di Squillace. Arrivati a Petrizzi, timbriamo le credenziali del cammino e suscitiamo una certa curiosità in paese, soprattutto per il volume dei nostri zaini, decisamente più grandi del necessario secondo gli sguardi divertiti dei presenti.

Visitiamo il caratteristico pioppo nero e la storica menzalora, antica unità di misura delle granaglie, poi riprendiamo il cammino.Da Petrizzi a San Vito sullo Ionio sono circa due ore piacevoli, tra saliscendi morbidi e silenzi di campagna.

 

 

Ad attenderci troviamo Ernesto, proprietario con la moglie della Trattoria Locanda U Siracu, che ci accoglie con un fresco Bergotto, bevanda analcolica calabrese leggermente gassata al succo di bergamotto: il ristoro perfetto dopo una lunga giornata. Sistemazione nelle camere e, alle 20 in punto, tutti pronti per una cena ricca di piatti tipici calabresi.

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

25 aprile – Seconda tappa: San Vito sullo Ionio / Lago Angitola passando per Monterosso Calabro

 
 

Per molti è la tappa più bella dell’intero percorso. Si cammina per chilometri nel silenzio del bosco, con la luce che filtra tra gli alberi creando infinite sfumature di verde, marrone e giallo. Il sentiero attraversa uliveti, vigneti, castagneti e faggete, fino a raggiungere i circa 1000 metri del Monte Coppari. Dopo la salita inizia una ripida discesa: prima nel bosco, poi su strada asfaltata, fino al magnifico borgo di Monterosso Calabro, sospeso tra viste ampie sul Lago Angitola e scorci che già guardano il Tirreno. Monterosso è un piccolo gioiello arroccato, capace di racchiudere il fascino più autentico della Calabria interna. Passeggiando tra i vicoli troviamo disegnati a terra, con colori vivaci, i giochi di strada della nostra infanzia. Un tuffo improvviso nel passato che strappa sorrisi a tutti.
 
 
Raggiungiamo quindi il Lago Angitola, importante oasi naturalistica WWF, ricca di biodiversità e una delle tappe più suggestive del cammino.


Per la notte siamo ospiti dell’Agriturismo Il Borgo sul Lago, bella struttura immersa nel verde. La cena, però, non lascia il ricordo migliore: servizio poco professionale e organizzazione confusa. Fa parte anche questo del viaggio.
Si chiude comunque la giornata con la soddisfazione di una tappa straordinaria.

26 aprile – Terza tappa: Lago Angitola / Pizzo
 

 

Ultimo giorno, ultime energie da spendere. Visitiamo l’oasi naturalistica e poi ci rimettiamo in marcia verso Pizzo. Dopo un’ultima salita percorriamo un altopiano tra campi di grano e ruderi antichi, fino a raggiungere la Rocca di Angitola.

Quel che resta della fortezza domina ancora il territorio dall’alto. Per secoli controllò ben diciotto villaggi. I terremoti del Seicento e soprattutto quello devastante del 1783 ne decretarono l’abbandono, lasciando oggi un luogo carico di fascino e memoria. Dalla Rocca mancano ancora sei chilometri, e il sole si fa sentire. Il sentiero segue una strada sterrata ben tenuta che costeggia campi agricoli. Salutiamo verso est il massiccio montuoso di Monterosso e, davanti a noi, finalmente compare la lunga spiaggia di Pizzo Calabro.
La vista del Mar Tirreno ci riempie di gioia: il coast to coast è compiuto.

Scendendo verso Pizzo ci fermiamo alla fontana del paese, incuriositi da un ambulante che vende limoni. Un’altra scena semplice e autentica da portare a casa.

 

Scendendo verso il paese di Pizzo, tra vicoli e case affacciate sul mare, si incontra la sagoma fiera di un gatto in ferro, divenuto piccolo simbolo del borgo. Ai suoi piedi, una mattonella dipinta con queste parole: “I gatti di Pizzo.  Un invito a turisti e passanti ad essere curiosi come i gatti”. Da qui raggiungiamo il Castello Murat, ultima tappa simbolica del cammino. Qui fu imprigionato e fucilato Gioacchino Murat, cognato di Napoleone, il 13 ottobre 1815. Nel castello riceviamo il timbro finale sulle credenziali e il meritato Testimonium, attestato che certifica l’attraversamento.

 

Seguono il meritato pranzo al ristorante Ercolino e, naturalmente, il celebre tartufo di Pizzo da Ercole: conclusione perfetta. Per gli ultimi quattro chilometri fino alla stazione ci affidiamo a un simpatico passaggio su un furgone aperto, che ci accompagna tra risate e vento in faccia, regalando un ultimo momento di allegria condivisa prima del rientro.
 

Più di un cammino

Al termine di questo straordinario Kalabria Coast to Coast, il ringraziamento più sincero va a tutte le persone che hanno reso possibile questa esperienza. Grazie a chi ha curato l’organizzazione del cammino con passione, attenzione e competenza; a chi ha preparato percorsi, accolto i camminatori, aperto porte, raccontato storie e donato tempo con generosità. Grazie agli amici incontrati lungo la strada, a Domenico Rotella, Liliana Fontanella, a Pietro, a Ernesto e a tutte le persone conosciute nei borghi attraversati, perché con la loro semplicità hanno trasformato un’escursione in qualcosa di più profondo.
Un grazie speciale al nostro direttore di escursione Dino Cutrupi, guida sicura e presenza preziosa, e a tutto il gruppo LNI Trek, che ancora una volta ha dimostrato come il cammino condiviso sappia creare amicizia, unione e ricordi destinati a restare. Un ringraziamento affettuoso anche ai compagni di viaggio: l’Ammiraglio radio accesa Aniello, Aurora, Gerardo, Luigi, Enzo e i suoi indimenticabili alluci, Massimo e Mara, ciascuno con il proprio carattere, la propria energia e quel contributo unico che rende speciale ogni avventura condivisa.
Questo viaggio resterà nei cuori non solo per il verde intenso della Calabria, per i paesaggi e i sentieri percorsi passo dopo passo, ma soprattutto per l’accoglienza sincera incontrata lungo il cammino e per la condivisione vissuta con i compagni di viaggio.
In questo cammino il pensiero si rivolge con profondo affetto e riconoscenza all’amico Fabrizio che ha creduto nella costituzione del gruppo trekking della Lega Navale, unendo la passione per il cammino alla meraviglia di contemplare il mare dall’alto dei monti.
Fabrizio amava il mare, il vento, il movimento lento che porta lontano. Aveva compreso una verità semplice e preziosa, racchiusa nelle sue parole:
“Ho accantonato la voglia di gareggiare a favore del piacere della navigazione e ne ho tratto estrema soddisfazione.”
In questa frase c’è tutta la sua visione della vita: meno fretta, meno competizione, più orizzonte. Più tempo per assaporare il viaggio.
E forse anche il trekking vista mare racconta la stessa filosofia: non conta arrivare per primi, conta camminare respirando bellezza, lasciandosi accompagnare dal rumore delle onde, dal silenzio dei sentieri e dalla gioia della condivisione.
Fabrizio oggi non cammina più accanto a noi come un tempo, ma continua a viaggiare nei nostri ricordi, nei passi che muoviamo e nei sorrisi che ci lascia dentro.
Ogni sentiero che guarda il mare avrà sempre qualcosa di lui. E noi continueremo a partire, a navigare e a camminare, con gratitudine nel cuore e lo sguardo aperto sull’orizzonte.

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