RAVENNA


Agostino Straulino Convegno 'Marinaio, ufficiale, sportivo'
09/05/2026 - La Cultura Marinaresca

Ravenna Capitale del Mare 2026: L’eredità di

Agostino Straulino consolida il ritrovato sguardo verso il mare

Dalla Classe romana alle bonifiche moderne: la mostra e il convegno sul "Padrone del Vento"

segnano il culmine di un’oscillazione storica. Dopo secoli di introversione agricola, Ravenna torna

a guardare l'Adriatico e la sua sponda "speculare", Lussinpiccola.

 

RAVENNA, maggio 2026 – Nell’anno in cui Ravenna ottiene il titolo di Capitale del Mare,

le celebrazioni dedicate ad Agostino Straulino assumono il valore di un manifesto culturale.

La mostra presso il Mercato Coperto e il simposio alla Casa Matha non sono solo omaggi a una

leggenda della vela, ma rappresentano l'atto finale di un lungo processo di riconquista identitaria: il

momento in cui Ravenna, dopo secoli di "spalle al mare", torna finalmente a volgere lo sguardo

verso l'infinito liquido.

L'altalena della storia: dal mare alla terra

Il rapporto tra Ravenna e il suo mare è stato segnato da un'alternanza secolare di aperture e

chiusure. In epoca romana, con il porto di Classe, Ravenna era il cuore pulsante dell’Adriatico,

una città che guardava a Oriente e faceva del mare la sua ragione d'essere.

Tuttavia, con il tramonto dell'antichità e l'avvento del Medioevo, questo sguardo si è invertito. Il

mare, un tempo fonte di ricchezza, divenne la porta d'accesso per minacce e predatori; dalle

incursioni saracene ai pericoli delle flotte nemiche, la città scelse di ritirarsi entro le proprie mura e

di proteggersi dietro la solidità della terraferma. È in questo periodo che matura quella vocazione

agricola e "introversa" che ha caratterizzato la Ravenna degli ultimi secoli: una città di bonifiche, di

fatiche rurali e di controllo delle acque dolci, dove il mare era percepito più come un limite da

arginare che come una risorsa da esplorare.

Straulino: il ponte tra due sponde

La figura di Agostino Straulino, nato a Lussinpiccola (località che si trova esattamente di fronte a

Ravenna, sulla sponda orientale dell'Adriatico), funge da catalizzatore per invertire nuovamente

questa tendenza. Tendenza sviluppata dalla seconda metà del secolo scorso con la crescita del

commercio marittimo, e in particolare per l’intuizione e conseguente struttura creata da Serafino

Ferruzzi. Se Lussino rappresenta la continuità dello sguardo marino (una terra che non ha mai

smesso di vivere in simbiosi con l'onda), Ravenna celebra in Straulino la propria "metà mancante",

riportando la distanza culturale fra le sponde dell’Adriatico nell’intorno della distanza metrica.

Misura che a ben guardare si proietta in una distanza commerciale veramente piccola se

confrontata con le dimensioni italiane.

 

Celebrare il "Padrone del Vento" significa riconoscere che l'Adriatico non è una barriera, ma un

ponte. La biografia di Straulino, capace di leggere le correnti e di governare l'Amerigo Vespucci

con una sapienza antica, richiama Ravenna alla sua missione originaria: essere una città anfibia,

dove la perizia tecnica della terraferma si sposa con l'audacia della navigazione.

Il valore aggiunto del mare nel 2026

"Ravenna sta finalmente completando la sua rotazione verso l'orizzonte", sottolineano i

promotori degli eventi. Mentre l’entroterra agricolo garantisce stabilità e radici, il mare di

Straulino introduce i valori della flessibilità, dell’etica del rigore e della sfida.

Il progetto "Agostino Straulino: Marinaio, Ufficiale, Sportivo" porta questa riflessione nel cuore

della città. La mostra al Mercato Coperto – luogo simbolo del commercio agricolo e ittico – crea

un corto circuito potente: tra i banchi che tradizionalmente ospitano i frutti della terra, irrompe il

racconto epico di chi ha fatto del mare la propria casa.

Gli appuntamenti e la prospettiva futura

Il culmine delle celebrazioni avverrà sabato 9 maggio alle ore 10:00, presso la Casa Matha,

l'ordine dei pescatori più antico del mondo. Qui, il convegno dedicato all'Ammiraglio analizzerà

come l'eredità di Straulino possa ispirare una nuova "cultura del mare" per Ravenna,

influenzando non solo il turismo e l'economia, ma l'educazione stessa delle nuove generazioni.

Ravenna Capitale del Mare 2026 segna dunque il passaggio definitivo: la città smette di essere il

terminale di una bonifica per tornare a essere protagonista di un Rinascimento Marittimo. Il vento

di Lussino torna a soffiare sulle banchine ravennati, invitando la comunità a riscoprire che la sua

vera forza risiede in quello sguardo che, dopo mille anni di incertezze, ha finalmente ritrovato la

via del mare.

 

Contatti per la Stampa: Lega Navale Italiana – Sezione di Ravenna

Segretario: Dott. Antonio Botti – Cell. 335 8025579

Presidente: Cav. Ivo Emiliani – Cell. 348 271 3140

Email: ravenna@leganavale.it

Sito Web: https://www.leganavale.it/ravenna; https://www.lniravenna.it/


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