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Storia
I nostri simboli

I simboli della Lega Navale Italiana, così come indicato nell’allegato C al Regolamento allo Statuto, sono costituiti dal Logo al quale, nel tempo, si è aggiunto anche il Guidone Sociale, elemento caratteristico di tutti i circoli nautici, da mostrare sulle imbarcazioni registrate nel “Naviglio della L.N.I.”, siano esse a vela o a motore.

 

 

 

 

 

Entrambe sono “Marchi Registrati” ai sensi di legge, significando pertanto che il loro utilizzo è consentito unicamente per scopi promozionali. L’autorizzazione è permanente per le Strutture Periferiche, i Centri Nautici e i Centri Culturali della L.N.I., mentre dovrà essere richiesta alla Presidenza Nazionale L.N.I. da parte degli Enti, Associazioni o partner esterni che intendano promuovere eventi da loro organizzati ai quali la L.N.I. partecipa o concede il patrocinio.

La storia dei simboli

L’esigenza di associare ad un gruppo di persone un simbolo o un emblema nel quale riconoscersi è stata fortemente sentita, fin dall’antichità.

Nata in origine con uno scopo prettamente militare – si pensi agli stendardi dell’esercito romano – questa simbologia ha mutato nel tempo le sue finalità e funzioni: passando attraverso i simboli istituzionali (La Lupa romana, ma anche i gonfaloni medievali e persino gli stemmi araldici delle famiglie nobili), si è aggiunto il significato di appartenenza (Vedi gli stemmi delle “corporazioni” in auge nel rinascimento), fino ad arrivare ai giorni nostri, nei quali si è ulteriormente aggiunta la funzione di “visibilità”, che fa sì che un organismo o associazione non viene considerato tale se non ha un proprio stemma o un proprio “Logo”.

Neanche la Lega Navale sfugge a questa regola non scritta, ma, anzi, è stata capace di adeguare i propri simboli alle mutate esigenze e in funzione del regime del momento (Funzione “Istituzionale”), sempre conservando, tuttavia, gli elementi caratteristici (funzione di “appartenenza”) che ne contraddistinguono l’emblema: l’ancora, il salvagente (con il motto) e la stella a cinque punte.

Gli elementi caratteristici

Quattro sono gli elementi che sono stati scelti per caratterizzare lo stemma della L.N.I.:

L’ancora: inizialmente di tipo “comune”, con il ceppo fisso in legno, viene successivamente sostituita dal tipo “ammiragliato”, con il ceppo mobile in metallo, utilizzato ancora oggi. Una curiosità: pur se nella realtà il ceppo, sia esso fisso o mobile, giace sempre nel piano perpendicolare a quello delle marre, per esigenze grafiche l’ancora viene rappresentata con questi due elementi sullo stesso piano. E’ pur vero che è stato fatto qualche tentativo di rappresentarla in prospettiva, ma non è andato a buon fine. Oggi, con buona pace dei puristi, questa “anomalia nautica” è ampiamente accettata.

Il salvagente: posizionato al centro del fuso dell’ancora, sul quale veniva riportato il motto. Nei primi stemmi il motto era “MARE NOSTRVM” e, mentre sulla stella era indicata la scritta “Lega Navale Italiana” per esteso. Con l’avvento della Repubblica, il motto – sempre riportato sul salvagente – è cambiato in “NAVIGARE NECESSE” e nei primi anni ’60 è stato definitivamente sostituito dalla dicitura “LEGA NAVALE ITALIANA”. Nel tempo, l'immagine ha perso progressivamente le caratteristiche di “salvagente” per diventare più simile ad un semplice cerchio, andando a ricoprire totalmente la stella. Al centro del salvagente, nei primi dal '900 compaiono le lettere L, N e I stilizzate. 

La stella a cinque punte, che fin d’all’antica Grecia rappresenta l’Italia (la stella d’occidente) e dal 1947 è inserita al centro dell’emblema della Repubblica Italiana. Viene disegnata inizialmente intrecciata con il salvagente. Nel tempo, il salvagente si sovrappone totalmente e nel simbolo attuale se ne intuiscono solo le cinque punte.

Il primo stemma

Il primo stemma adottato al momento della costituzione del Comitato Generale della L.N.I. (2 giugno 1897). L’immagine a fianco, una delle prime “apparizioni” dello stemma, nella quale si possono notare gli elementi caratteristici originali, è tratta da un particolare della copertina del n. 1 della Rivista “Lega Navale” del dicembre 1897.

Lo stemma “istituzionale”

A seguito dell’approvazione dello Statuto (2 giugno 1899), la L.N.I. diventa a tutti gli effetti, un’associazione legalmente riconosciuta. Lo stemma viene leggermente modificato con il cambio dell’ancora di tipo “romano” con un’ancora di tipo “ammiragliato” (disegnata di tre quarti). Il motto rimane invariato, mentre la stella e il salvagente non sono più intrecciati, ma sovrapposti.

Nel periodo tra il 1899 e il 1907, si notano tuttavia, alcune diverse interpretazioni dello stemma, come si può vedere in particolare dalla copertina del numero del gennaio 1903 della Rivista: l’ancora di nuovo “romana” con l’aquila che ne sormonta la cicala, la bandiera italiana con lo stemma sabaudo e il ramo di ulivo intrecciato.

Lo stemma “regio”

Come accennato, solo nel 1907 la L.N.I. viene riconosciuta come Ente Morale e, come tale, acquisisce la sua piena rilevanza dal punto di vista istituzionale. Le modifiche allo stemma sono quindi ufficializzate: l’ancora è definitivamente un’ancora di tipo “ammiragliato”, come lo è ancora oggi, lo stemma viene sormontato dalla Corona Reale e compare, per la prima volta, il logo “LNI” al posto della scritta sulla stella.

Durante il ventennio, come organismo istituzionale, la L.N.I. non poteva essere esente dagli effetti della campagna propagandistica del regime. Tuttavia, le modifiche introdotte si limitarono ad una diversa colorazione dello stemma, finora sempre bicolore (Bianco e blu) e alla sovrapposizione del fascio littorio.

Lo stemma “repubblicano”

Con la fine della guerra e la nascita della Repubblica, anche lo stemma della L.N.I. si adegua ai tempi. Ovviamente la Corona Reale e il fascio littorio scompaiono, viene ripristinata la colorazione bicolore bianco – blu e, come massima novità, cambia il motto da “MARE NOSTRUM” a “NAVIGARE NECESSE”.

La modifica più recente dello stemma avvenne all’inizio degli anni ’60, in occasione della revisione dello Statuto. Le varianti più evidenti sono la scomparsa del motto dal salvagente, sostituito dalla scritta “LEGA NAVALE ITALIANA” e una diversa colorazione in blu e oro, anche se la colorazione in bianco e blu (o bianco e nero) è comunque “tollerata”.

Oltre ai simboli “ufficiali”, alcune strutture si sono dotate del Labaro, seguendo la tradizione, mentre in occasione di particolari ricorrenze o avvenimenti, è prevista la creazione di un logoad hoc, come avvenuto nel 2017, per il 120° Anniversario della fondazione della Lega Navale Italiana.

In un felice connubio di tradizione e rinnovamento, il logo del 120° racchiude in sé, in maniera semplice, ma brillante ed efficace, tutti gli elementi significativi dell’evento: il numero 120, lo stemma della L.N.I. (con il salvagente racchiuso dallo “zero” e il bottone del ceppo racchiuso dalla “°”) e la bandiera italiana. C’è tutto, come detto, in maniera semplice, diretta, efficace.

 

 


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