IV Premio "Natale De Grazia"

Sezione LNI Reggio Calabaria Piazza Italia, Reggio Calabria  L'Ambiente

La Lega Navale Italiana, presente da diversi anni a Reggio, ha istituito questo riconoscimento in onore di Natale De Grazia, Ufficiale Superiore delle Capitanerie di porto scomparso prematuramente nel dicembre del 1995, insignito con Medaglia d’Oro al Merito di Marina alla Memoria, al fine di tenerne sempre vivo il ricordo ed in riconoscimento del suo operato.

Il premio viene conferito ad uno studente dell’area dello Stretto che ha prodotto una tesi di laurea sul tema dell’ambiente marino e consiste in un riconoscimento in denaro ed in una targa. La cerimonia si svolgerà giovedì 26 giugno alle ore 17,00, a Reggio Calabria presso la sala conferenze del Palazzo della Provincia in Piazza Italia alla presenza di diverse autorità cittadine.

Per la quarta edizione, la commissione esaminatrice, composta dal Prof. Francesco Saverio Nesci, dal Prof. Francesco Foti e dall’Ing. Sandro Dattilo, ha premiato la Dott.ssa Carmen Rizzo, che ha conseguito la Laurea in Biologia ed Ecologia dell’Ambiente Marino Costiero presso l’università degli Studi di Messina con la votazione di 110/110 e lode, discutendo una Tesi di Laurea sperimentale dal titolo: “Produzione di biosurfattanti e potenziali applicazioni nel campo della Bioremediation”.

La Dott.ssa Rizzo, nell’ambito del Corso di Studi, ha acquisito competenze specifiche sia teoriche che pratiche in ambito biologico ed ecologico, con particolare riferimento all’ambiente marino costiero.

La tesi è stata svolta presso il Laboratorio di Ecologia delle Comunità Batteriche Marine del Dipartimento di Biologia animale ed Ecologia marina, nel corso di uno stage di quasi due anni. In particolare, il lavoro sperimentale si è concentrato su prove di crescita di ceppi batterici idrocarburodegradanti, provenienti da campioni di diversa origine e sul monitoraggio della produzione di surfattanti da parte degli stessi. L’interesse relativo a questa linea di ricerca nasce dai potenziali utilizzi di tali sostanze tensioattive nel campo della bioremediation e dalla possibilità di utilizzare tali composti come alternative a basso costo.

Tutto il lavoro di monitoraggio è stato effettuato utilizzando test semiqualitativi come pure misure di tensione superficiale e capacità di produrre emulsioni, nonché osservazione della stabilità di queste ultime. I ceppi testati appartenevano e generi diversi, ed il lavoro è stato ultimato con un’analisi quantitativa mediante una procedura di estrazione effettuata sui ceppi che risultavano potenzialmente più produttivi.