IVA e ingresso in Repubblica Croata

In seguito ai molti articoli e post sul tema dell'IVA in Croazia, ed avendo richiesto alla Direzione dell'ACI di voler interpellare le autorità locali sull'argomento, di seguito riporto la traduzione (personale e dunque senza alcun valore legale) della risposta che le dogane croate hanno dato all'ACI, e alla quale va il nostro ringraziamento per l'aiuto datoci. - . - Buongiorno, dal giorno dell’adesione della Croazia all’Unione Europea (01/07/2013) la Repubblica Croata ha fatto il suo ingresso in un unico territorio doganale di libera circolazione delle merci. Tuttavia, la imbarcazioni e navi che entrano nelle acque territoriali croate provenendo da acque internazionali sono tenute a sottoporsi ai controlli di frontiera e doganali per segnalare prodotti acquistati al di fuori della Comunità Europea e trasportate a bordo, ove queste superino i valori di esenzione dei dazi doganali. Le unità proprietà di cittadini residenti nella Comunità Europea che entrano in Croazia via terra, non sono soggette a controlli doganali. Nonostante quanto sopra, il servizio doganale ha il diritto di effettuare controlli a campione e periodici sulle unità e sulle merci trasportate. In caso di ragionevole dubbio che si tratti di unità o merci che non hanno lo status comunitario ed il proprietario o l’utilizzatore non abbiano il diritto al regime di ammissione temporanea, l’armatore sarà tenuto a dimostrare lo stato doganale dell’unità. Lo stato doganale della barca può essere dimostrato con il documento T2L, con equivalenti certificati di un’autorità fiscale, con una fattura IVA o con altro documento che comprovi che l’IVA è stata assolta in uno stato membro dell’UE. Di conseguenza vi comunichiamo che non esiste alcun ostacolo all’arrivo di diportisti e delle loro imbarcazioni nelle acque croate. Cordiali saluti - . –