Storia di Scario
Dal punto di vista geografico, Scario è situato sulla costa nord-occidentale del golfo di Policastro. Il centro storico è adagiato agli estremi margini del monte Bulgaria degradanti verso il mare, e ha un profilo topografico ad anello ellittico su due livelli sfalsati lungo il quale si ergono variopinte costruzioni edili. Il porto turistico, di recente costruzione, si apre prospiciente il lungomare cittadino sostituendosi al naturale approdo di quello che fu un villaggio di pescatori e attracco di bastimenti.
La costa della Masseta, da Scario a punta Infreschi, con la limpidezza del mare che la bagna costituisce un habitus di rare bellezze naturali e uno scenario paesaggistico da schianto che si inseriscono nel più vasto ambito del Parco Nazionale del Cilento. Per altro, il golfo di Policastro, che si estende da capo Palinuro a Scalea e comprende settori costieri di tre regioni (Campania, Basilicata a Calabria), presenta una costa frastagliata ricca di cale, grotte e spiagge incantevoli. Di esso il tratto che appare più incontaminato, perché privo di insediamenti urbani e raggiungibile solo via mare, è quello che da Scario si estende, per circa dieci miglia marine, fino a Marina di Camerata.
Dal punto di vista storico, Scario (attuale sito) ha origini assai recenti. Ma alcuni reperti sottomarini, a sud-ovest dalla foce del fiume Bussento, nei pressi dell’attuale cimitero, testimoniano l’esistenza di un antico borgo marinaro di epoca greco-romana, che in qualche citazione storica era indicato come approdo dell’Olivo. Per altro, non molto lontano dall’altra sponda del fiume, in area arroccata, sorgeva Pixous, poi Buxentum, ove si erge l’odierno Policastro.
Buona parte delle costruzioni urbane dell’attuale Scario recano date del secolo scorso. Le prime, però, risalgono al secolo XVIII come case di villeggiatura di famiglie benestanti del capoluogo comunale, San Giovanni a Piro, e del vicino Policastro Bussentino (conti Carafa), incrementatesi, nel tempo, specie dagli anni dello sviluppo post bellico.
Quanto alla Lega Navale Italiana, Scario ha avuto una sua prima esperienza negli anni '70, quando un ufficiale della Marina Militare in quiescenza, di origini friulane, stabilitosi a Scario, il capitano Giovanni Forabosco, appassionato cultore ed animatore di attività marinare, della vela e della canoa in particolare, costituì una Delegazione della Lega Navale. La sede era presso la sua abitazione in località “Case Nuove”, nel cui giardino e garage, prospicienti il mare, aveva improvvisato un piccolo cantiere per natanti, che egli stesso costruiva con la partecipazione dei suoi allievi. Era un simpatico naviglio di vele e canoe per l’esercizio delle attività di training ed agonistiche, ed un punto di riferimento in tutto il golfo di Policastro che ha richiamato, per oltre dieci anni, l’interesse di tanti appassionati velisti e canoisti di varie parti d’Italia.
In questi anni, il capitano Forabosco ha “bacchettato” i giovani allievi del luogo, sia per avviarli allo sport della vela e della canoa, organizzando sotto il patrocinio della Lega Navale Italiana numerose regate, sia per consolidare in loro un interesse aggregante alla Lega Navale. Purtroppo, il seme di queste passioni, che il comandante Forabosco aveva seminato curandone amorevolmente i suoi germogli per più di un decennio, non ha trovato un continuatore e, alla sua scomparsa, si è inaridito.
Solo una ventina di anni dopo, un gruppo di appassionati alla nautica da diporto del luogo ha fatto rinascere l’interesse per la Lega Navale ricostituendo una Delegazione, che nell’agosto del 2008 si è trasformata in Sezione.
La Delegazione, per otto anni, è stata retta dal presidente Osvaldo Cangiano che ha avuto il merito di far crescere, di anno in anno, il numero dei soci sino a raggiungere quello necessario per l’elevazione della struttura da Delegazione a Sezione.
La Sezione, in poco più di un anno, si è data un regolamento interno, approvato dalla Presidenza Nazionale, ed una organizzazione collegiale che è fortemente motivata a far crescescere la struttura in ogni suo aspetto per sviluppare variegate iniziative marinare e sociali, soprattutto mirate ad un coinvolgimento dei giovani per stimolare in loro l’amore e la cultura per il mare e l’interesse ad esercitarsi nelle attività marinare, in una cornice di rispetto e di fruizione sostenibile dell’ambiente marino.