I "pilastri" del Centro Nautico LNI di Sabaudia

Antonino Puglisi - Ivo Burello - Antonio De Angelis - Giuseppe Fiore

A prima vista, non gli daresti certo confidenza. Fra i vari Responsabili del Centro Nautico Nazionale di Sabaudia, e' colui che indubbiamente impersona meglio il ruolo del "Capo": un volto duro, senza sorriso; uno sguardo sempre perentorio, che ti fa pensare “non ho alcuna possibilità di cavarmela”, anche se non hai combinato niente; una presenza assidua, quasi un’ombra, che non ti lascia mai durante il corso. Antonino Puglisi  è un perfetto “Capo Campo”, e per il Centro Nautico Nazionale di Sabaudia è davvero una risorsa preziosa e anche gli allievi lo sanno bene. Con lui non si sgarra, ma è giusto che sia così: c’è un tempo per studiare e un tempo per giocare. E con lui, il ritmo si impara presto. Una sicurezza e, al tempo stesso, una rivelazione. Perché quando Antonino ti parla dei suoi 4 nipotini, sottolineando con piacere che sono tutti maschietti, il volto si illumina e capisci che sotto la “scorza” professionale è morbido come un burro … 

Se ti metti con lui a sfogliare il libro della sua storia, ritrovi magicamente queste stesse dimensioni anche nel suo passato, e capisci che “Capo Puglisi” è un uomo coerente. La mascella si fa di nuovo squadrata quando ti parla delle navi da guerra della Marina Militare su cui ha navigato, le temibili “navi grigie”, quando ti racconta delle incessanti perlustrazioni che ha fatto per evitare che Gheddafi attaccasse i pescherecci italiani … Un aneddoto tira l’altro, perché “Chi va per mare – come lui stesso ci spiega – ha sempre qualcosa da raccontare”. E fra una curiosità e l’altra, parlare della sua famiglia, infine, lo trasforma ancora una volta. “La mia famiglia si rendeva perfettamente conto di come cambiasse il loro papà, di quanto la disciplina e l’etichetta incidessero su quell’uomo che giocava e scherzava con loro”. E da buon padre di famiglia, considera come una … famiglia speciale (!) anche i suoi colleghi, gli altri Ufficiali e i Sottoufficiali, gli Istruttori e gli Allievi Istruttori (che spesso redarguisce senza risparmiarsi) e gli allievi di ogni turno (idem come prima!). E con quest’anno, sono ben 12 gli anni che “Capo Puglisi” fa il papà anche a Sabaudia.

 

Ancora oggi, viene considerato il volto del canottaggio italiano. Il palmarès di Ivo Burello è di tutto rispetto e, dopo le sue perfomance agonistiche, pochi altri atleti della Marina Militare hanno saputo conquistare gli stessi titoli. Con un “passo” di circa 30 medaglie all’anno, Ivo è salito sul podio del secondo classificato persino a Rio de Janeiro, in occasione dei Campionati Italiani Assoluti, scrivendo così una lunga carriera agonistica, durata oltre 20 anni.

Laureato ISEF, quando ancora non era un titolo accademico, Ivo ha frequentato un corso del CONI della durata di due anni, presso il Centro Sportivo dell’Acqua Acetosa a Roma, pur di avere la possibilità di un Dottorato e completare la sua formazione. Si è allenato nei principali centri di canottaggio italiani e la parola “vogare” è stata l’ABC del suo vocabolario sportivo, finché un giorno ha iniziato ad allenare e, con sua sorpresa, ha dovuto superare un’altra prova. “Devi essere preparato e capace, sennò non puoi insegnare”. Queste le parole di "Capo Burello" che, fra medaglie e lezioni di canottaggio, ha ormai perso il conto. “Gli allievi hanno una speciale vocazione: possono metterti in difficoltà con una domanda!”. I suoi occhi sorridono sornioni e non ci vuole molto a capire il perché: mettere in difficoltà un atleta come lui è stato praticamente impossibile! La sfida, fin troppo allettante per i suoi studenti, si è ben presto conclusa con una nuova vittoria di Ivo.

“Non è tutto – aggiunge – devi saper fare la faccia dura!” E questo, comprendiamo, deve essere stato il traguardo più difficile da raggiungere per Ivo. “Devi mantenere il dovuto distacco con i ragazzi, sennò ti mettono i piedi in testa, altro che la canoa!”. Unico piccolo, anzi piccolissimo dispiacere, in questo cammino aureo e costellato da premiazioni, è il fatto che Ivo non è riuscito a trasferire la sua passione alla figlia. Sentite un po’, Lorena in cosa si è laureata: Neuro Psicologia Sperimentale, conseguendo al termine del percorso accademico anche un Dottorato in Psico-Biologia e Psico-Farmacologia. Ma certo, è proprio vero che, a volte, i papà “rompono”!

 

Per tutti gli allievi lui è “Capo” De Angelis e, se non hai compilato perfettamente la domanda di partecipazione, accluso la documentazione prevista, te la devi vedere con lui senza troppi se e, soprattutto, senza alcun ma! Andando a curiosare nel suo regno, però, ne abbiamo scoperto delle belle e … non si trattava solo scartoffie di carta!

Antonio è Responsabile dell’Amministrazione e della Segreteria del Centro Nautico dal 2008 e, prima ancora, ha lavorato sodo per … mettere in piedi il Centro!

Ha una paziente donna al suo fianco (la moglie Margherita), che lo ha atteso nei 13 lunghi anni di navigazione trascorsi per la Marina Militare in giro nel mondo. In qualità di sottoufficiale, specialista con tanto di brevetto, si è sempre occupato degli impianti e dei congegni a bordo di tipo … “elettrico”. Per questo motivo, qualcuno dice che era l’unico qualificato a ricoprire il ruolo di stretto collaboratore del Comandante Roberto Spada, il Direttore del Centro!

 

Sempre pronto all’occorrenza, per fortuna, di lui finora non c’è stato bisogno... Il medico del Centro Nautico Nazionale di Sabaudia si chiama Giuseppe Fiore e ha un curriculum più lungo della fettuccia di Terracina!

Specializzato a La Sapienza in Medicina Interna NN.O., un suffisso che corrisponde a una qualifica europea (!), ha conseguito ben due Master: il primo all’ateneo di Bologna e il secondo, nientepopodimeno che, alla Bocconi di Milano.

A suo nome, più d’una le pubblicazioni edite in ambito medico-scientifico, cui si aggiungono anche le frequenti partecipazioni, come relatore, ai principali congressi nazionali e internazionali. E’ responsabile del Punto di Primo Intervento dell’Ospedale CTO di Roma e potremmo andare avanti all’infinito, ma, a questo punto, bisogna aggiungere che cura l’Infermeria del Centro Nautico Nazionale di Sabaudia con un’ossessione quasi …..“chirurgica”!

Infine, un piccolo segreto: malgrado le braccia possenti e la sua robusta mole, è una persona mite e dolcissima.