La Barcolana della L.N.I.

L’idea è nata quasi sommessamente in occasione di una riunione dei Delegati Regionali L.N.I., da un invito del decano Ennio Abate: partecipare al programma della Barcolana 49 con una nutrita delegazione della Presidenza Nazionale L.N.I., inclusa la partecipazione alla “Coppa d’Autunno” con un equipaggio speciale.

Inutile dire che la proposta è stata accolta calorosamente da tutti i presenti; era una splendida occasione per conoscerci meglio e di affinare la conoscenza del nostro Presidente Nazionale, appena insediato.

Il programma, messo in piedi frettolosamente, prevedeva che, dopo vari incontri con autorità, cocktail in Prefettura, cena con i Dirigenti Nazionali della F.I.V., ecc., il venerdì mattina saremmo usciti in mare per una prova conoscitiva dell’imbarcazione e constatare la preparazione velica di ognuno di noi.

Avevamo a disposizione “Knisna”, un Dufour 48 messo a disposizione dagli armatori, i coniugi Pittoritto, soci della Sezione L.N.I. di Monfalcone, i quali, incuranti delle incognite e dei potenziali pericoli che correva la propria bella imbarcazione, avevano accettato di iscriverla alla Barcolana con questo – a dir poco – strano equipaggio.

Il venerdì si alza una bora con raffiche fino a 40 nodi che non ci permette di uscire e quindi si sposta la prova alla domenica mattina, giornata della regata. La prova è andata bene, ognuno ha il proprio compito assegnato, l’armatore e la gentile Signora sono splendidi padroni di casa, con una buona esperienza di veleggiate e regate.

La barca, ormeggiata nel mandracchio degli ormeggiatori del porto situato a fianco della base nautica della Sezione L.N.I. di Trieste, dondola pigramente su un mare appena increspato. L’appuntamento è per le otto: arriviamo puntuali, qualcuno addirittura con largo anticipo.

Sistemate le sacche, presa confidenza con la barca e lette le istruzioni di regata, si accende subito una animata discussione:

  • “Allora, partiamo più a Est possibile, quasi sotto il Faro della Vittoria, ci infiliamo tra i Maxi che poi schizzano via come frecce e noi, tenendo mure a dritta per avere la precedenza, tagliamo liberi la linea di partenza”.
  • “Ma no, ci conviene portarci sotto il Castello di Miramare, perché lì c’è meno “traffico” ed evitiamo brutte sorprese”.
  • “Attento che facendo così allunghiamo il percorso e ci intrappoliamo alla prima boa”.

Su “Knisna”, manovrano e si scambiano queste concitate frasi i Delegati Regionali L.N.I., arrivati a Trieste da tutta Italia, con il Presidente Nazionale al timone. Non hanno mai provato la barca, non hanno mai regatato assieme, qualcuno ha più esperienza nel manovrare un motoscafo che una barca a vela, ma li accomuna lo spirito di corpo proprio degli uomini Lega Navale e l’emozione di partecipare per la prima volta alla Regata delle duemila barche: la  “Coppa d’Autunno”, da tutti conosciuta come la “Barcolana”.

Il pomeriggio, timidamente, senza grandi pretese, andiamo alla partenza con questa bella imbarcazione – che non è propriamente da regata – e facciamo una partenza, vorrei dire non da neofiti, non da regatanti, ma sicuramente da gente di mare con una certa esperienza. (Video – Verso la partenza)

Circa venti minuti prima della partenza, ci portiamo sotto il faro della Vittoria. Quando arriva “Spirit of Portopiccolo”, il supermaxi che poi vincerà la regata, l’Ammiraglio Gemignani si incolla alla sua poppa e lo segue nelle sue evoluzioni alternando virate e puggiate, dimostrando una padronanza degna del migliore Paul Cayard, avventurandosi senza timori reverenziali in una partenza da match race. (Video – C’è un po’ di affollamento!)

Allo scoccare delle 10.30, il colpo di cannone dà il segnale di partenza e “Spirit” comincia la sua volata, lasciandoci liberi con rotta diretta sulla prima boa. Si naviga in condizioni ideali: vento sui 10-15 nodi, mare perfetto, sole pieno, a volte offuscato dall’ombra delle centinaia di vele che ci circondano. (Video – Partiti!)

Siamo tutti concentrati, anche se per qualche istante ci lasciamo distrarre dall’affascinante spettacolo che ci viene offerto: una selva di vele bianche che si stagliano sull’azzurro del mare o sul verde della costa. Sono le barche più diverse: mezzi dotati di strumenti e piani velici ultra moderni e tecnologicamente avanzati che si confondono con barche d’epoca; Superyacht di trenta metri, che sfrecciano a fianco di “Passere” di sei-sette metri; Campioni quali Cayard, Pellaschier, Benussi, Couts, Bressani, Vascotto, Kosmina, Bodini, che si affiancano ai velisti della domenica: E’ questa la formula magica che da quasi cinquant’anni caratterizza questa regata, rendendola unica. (Video – In bolina verso la prima boa).

Passiamo la prima boa – la più impegnativa e quella che di solito è caratterizzata da abbordi e collisioni – senza  problemi e così facciamo con quella successiva di disimpegno. La barca fila, nonostante il suo peso ed il suo improvvisato equipaggio: l’Ammiraglio Gemignani, abilissimo al timone, dimostra la sua natura di uomo di mare: calma in ogni situazione, controllo e padronanza di quanto avviene attorno, ordini precisi.

Non solo competenza, ma anche la capacità di “condurre” l’equipaggio con comandi secchi e appropriati e la giusta dose di decisione come quando, ad un incrocio – noi con mure a sinistra e un’imbarcazione con mure a dritta – non ha deviato di un grado, tanto che l’imbarcazione incrociata è passata sotto la nostra prua di stretta misura. Sono ragionevolmente certo che, in quella manovra, l’armatore abbia avuto un momento di ripensamento sulla disponibilità, ma, guardando il volto impassibile del nostro timoniere, abbiamo capito che, finalmente, abbiamo UN BUON TIMONIERE alla guida della Lega Navale.

Ora, costituito l’equipaggio, credo che in futuro potremo accettare tutte le sfide sia in mare che a terra.

Ma la regata non è finita: Arriviamo sotto Miramare e iniziamo l’ultimo tratto che ci porterà alla linea di arrivo in piazza dell’Unità d’Italia. (Video – Verso Miramare) Alle 14.20 tagliamo il traguardo. Siamo al 523° posto. Invidiamo, ammirati, i 522 concorrenti arrivati prima di noi, ma ci conforta guardare le oltre 1500 barche che ci stanno dietro.

Arrivederci al prossimo anno, alla cinquantesima edizione della “Barcolana”!

 

Testo:    Ennio Abate, Delegato Regionale L.N.I. Lombardia–Triveneto - Ivo Emiliani, Delegato Regionale L.N.I. Adriatico Centro

Video:   Ingrid Crabuzza, Delegato Regionale L.N.I. Sardegna

Revisione: Ufficio Comunicazione – Presidenza Nazionale L.N.I.